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Come evitare le zecche in montagna: 6 consigli di un escursionista e trail runner

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Sono anni che ho a che fare con le zecche in montagna.

Sono escursionista e trail runner e come chiunque altro pratichi questi due sport sono costantemente esposto al rischio di trovare qualche zecca che vuole approfittare del mio passaggio (e del mio sangue…).

Da quando frequento la montagna ne avrò prese almeno 10 o 15. Non sono molte, credetemi. Se dovessi vederla come una gara, perderei di sicuro in confronto ad alcuni conoscenti che ne prendono di continuo. Probabilmente perché ci tengo a proteggermi un po’ di più. O magari solo fortuna.

Ogni zecca può essere pericolosa, e visto che il numero di appassionati di montagna cresce sempre di più, ho pensato di raccogliere in questo articolo alcuni piccoli consigli su come proteggersi, basati sulla mia esperienza personale.

Vediamoli assieme (poi li trovate tutti riassunti in una lista alla fine di questa pagina).

COME RICONOSCERE LE ZECCHE

La cosa più “scientifica” che si può dire sulle zecche è che… fanno parecchio schifo!

Scherzi a parte, non mi dilungo sulle varie specie e su come sono fatte le zecche (anche perché non sono un esperto). Credo che anziché descriverle sia più facile vederle in foto per imparare a riconoscerle.

Quello che è importante sapere è che possono essere davvero piccole, a volte non più grandi di una capocchia di spillo. Motivo per cui bisogna fare molta attenzione nell’individuarle.

Altre volte sono invece di dimensioni più grandi. Possono essere nere, grigie, o con una parte del corpo in rosso.

Quasi tutte hanno in comune il fatto di avere 8 zampe, una testa minuscola rispetto al corpo e una forma vagamente ovale.

Un esempio di zecca di dimensioni decisamente ridotte:

Ecco invece un altro tipo di zecca, in questo caso una che ha “pranzato” da poco:

Una zecca in “rosso”:

DOVE SI TROVANO LE ZECCHE E IN CHE PERIODO DELL’ANNO

Per avere un’idea della sua diffusione in Europa, date un’occhiata a questo link.

In Italia la zecca e le sue malattie è presente in quasi tutte le regioni, soprattutto nelle zone montane, ma anche in quelle collinari e in pianura. Alcune regioni particolarmente colpite sono Veneto e Friuli Venezia-Giulia.

Le zecche in montagna possono essere ovunque, ma le troviamo soprattutto in presenza di erba alta, fogliame, presenza di acqua, umidità, in zone in ombra e dove se ci sono animali, sia selvatici che di allevamento.

Ribadisco che l’erba alta non è l’unica ad ospitare le zecche: un sentiero pieno di foglie e privo di erba potrebbe non destare preoccupazione, ma vi posso garantire che ci sono anche lì. Mi è capitato di correre su sentieri simili, dove il piede un po’ sprofonda nei mucchi di foglie, e di ritrovarmi alcune zecche sulle scarpe.

C’è poi la questione quota. Le zecche si trovano sotto i 1500-1600 metri, di norma. Ma questa regola sembra che stia cambiando con il cambiare del clima e si trovano talvolta anche a quote superiori.

Per quanto riguarda il periodo, le zecche in montagna ci sono soprattutto in primavera, estate e anche in autunno. Ma si possono trovare anche d’inverno: un giorno di metà dicembre ne ho trovate due sul polpaccio…

I mesi peggiori, comunque, sono aprile, maggio e giugno.

LE ZECCHE NON VOLANO…

É una cosa che ho sentito spesso, ma gli esperti sono chiari su questo: le zecche non volano e non saltano. Più che altro si lasciano cadere. Cioè, a volte salgono il più in alto possibile e poi si buttano. Il che, qualcuno potrà dire, è quasi volare…

Ma non vanno poi così in alto. Per la mia esperienza non salgono sugli alberi, anche se non posso esserne certo. Quasi sicuramente però riescono a raggiungere l’altezza di piante che arrivano al busto di una persona.

Il modo più comune di prenderle, secondo me, rimane quello classico: quando il piede o la gamba tocca l’erba, uno stelo, e la zecca, alzando una parte delle zampe e tenendosi con le altre (fa un po’ ridire, lo so…) si aggrappa a noi. Si vede bene la posizione nella foto della zecca rossa che abbiamo visto prima.

Quando dico erba alta intendo anche un semplice ciuffo che arriva al polpaccio. Perché ho notato zecche anche quando ero certo di essere passato solo su sentieri larghi e senza erba, magari con uno stelo qua e là, niente di più. Eppure erano comunque presenti.

Ecco perché quando corro o cammino sui sentieri, se posso evito qualsiasi tipo di contatto con l’erba, il che a volte vuol dire fare qualche salto, aggirare alcuni punti, e sembrare anche un po’ scemo… Ma ricordiamoci che anche una sola zecca può infettarci, quindi perché rischiare?

IL MORSO DI ZECCA E LE MALATTIE

Se prima di attaccarsi a noi le zecche in montagna hanno “visitato” qualche altro animale infetto, possono trasmetterci alcune malattie. Di quali parliamo? Della Borrelia (o morbo di Lyme) e dell’encefalite da zecca (TBE). Ce ne sono poi altre, ma queste due sembrano essere le più comuni.

Per l’encefalite, decisamente pericolosa e che può in alcuni casi portare alla morte, esiste un vaccino che ormai moltissimi amanti della montagna fanno. L’ho fatto anch’io anni fa, ed è gratuito in alcune regioni. Basta rivolgersi al proprio distretto sanitario.

Per il morbo di Lyme, che si può considerare forse meno pericoloso, ma potenzialmente invalidante, la cura consiste in antibiotici.

COME CAPIRE SE SI É STATI PUNTI

Potrebbe capitare che troviamo la zecca attaccata alla pelle. Ma può anche succedere che non ci accorgiamo di nulla, perché il morso di zecca non si sente (anche se alcuni giurano di averle sentite, o di aver percepito la loro presenza) e le zecche dopo alcuni giorni (o anche ore) si staccano da sole e cadono.

Uno dei segni che potrebbe indicare il morso di zecca è la presenza di una macchia rossa, a volte simile ad un bersaglio, che può comparire anche dopo alcune settimane.

A volte non compare niente, ma il Lyme potrebbe esserci comunque. In ogni caso è bene tenere controllata la parte colpita. Se poi si ha febbre, stanchezza, mal di testa, dolori articolari o altri sintomi è necessario rivolgersi subito ad un medico.

COME TOGLIERE UNA ZECCA

Nel caso in cui ci accorgiamo di averla, è molto importante togliere la zecca il prima possibile. Infatti più tempo passa sulla nostra pelle e più è probabile che ci possa infettare.

Ricordo quando anni fa si diceva che era necessario mettere l’olio o l’alcol sulla zecca, così si staccava quasi da sola. In effetti ho avuto modo di constatare che succede, ma quello che non sapevo anni fa è che così facendo la zecca potrebbe “rigurgitare” nel nostro corpo (lo so, anche quest’aspetto della zecca fa abbastanza schifo!) e così contagiarci.

Ecco perché oggi è ormai risaputo che per staccare una zecca bisogna usare le pinzette apposite e nient’altro. Le trovate in farmacia, quelle fatte ad “L” sono secondo me le migliori.

Nelle istruzioni trovate anche come fare, ma essenzialmente si tratta di afferrare la parte della zecca più vicina alla pelle, e tirare lentamente ma con decisione fino a che non si stacca.

Può succedere che il rostro, ovvero la parte della zecca che penetra, rimanga sotto pelle. In quel caso basta toglierlo con un ago sterilizzato o con le pinzette.

Dopo averla rimossa si può disinfettare la zona, ma non con disinfettanti che colorano la pelle, così da lasciare visibili eventuali segni che dovessero comparire.

La zecca andrebbe poi bruciata (con altri metodi difficilmente morirà), ma se possibile conserviamola per farla poi analizzare in caso dovessimo scoprire di aver contratto il Lyme o simili. Basta metterla in un barattolo riempito di alcol.

I PANTALONI PROTEGGONO DALLE ZECCHE?

Quasi sempre si sente dire che per proteggersi dalle zecche bisogna indossare pantaloni lunghi. La mia esperienza è però diversa.

Quando la zecca si aggrappa ai pantaloni e non trova pelle a cui attaccarsi, non fa altro che salire fino a che non arriva all’altezza della vita (sempre che non riesca a passare prima attraverso il tessuto dei pantaloni) e poi passa sotto la maglietta o giacca che abbiamo.

Se anche qui non riesce a passare, probabilmente continuerà a salire finché non arriva al collo. Quindi i pantaloni da soli non proteggono.

Ecco perché a volte preferisco usare i pantaloncini (corti): in questo modo vedo subito se una zecca sta salendo sulla gamba e usando le mani la spazzo via. Cosa che invece non riesco sempre a fare con quelli lunghi, dove tra l’altro potrebbe salire dalle scarpe, passando sotto ai pantaloni.

Per quanto piccole possano essere, se ci fermiamo un attimo ad osservare bene le nostre gambe possiamo facilmente capire se c’è una zecca o se si tratta invece di sporco: basta fissare per un momento un’area della gamba, la zecca si muove e cerca di salire, quindi si potrà vedere un puntino che sale.

QUINDI I PANTALONI NON SERVONO A NULLA?

I pantaloni possono essere utili se:

  • durante la camminata li “spazzoliamo” frequentemente: questo gesto andrebbe ripetuto regolarmente, soprattutto se siamo passati in punti a rischio, perché nonostante la zecca sia piccola non ci mette poi molto a salire. Dopo averli passati controlliamoci anche le mani
  • sono di colore chiaro, per individuare meglio le zecche
  • applichiamo delle sostanze repellenti che facciano cambiare idea alle zecche

SPRAY ANTI-ZECCHE E ALTRE SOSTANZE

Ho constatato che i classici spray anti-zecche spesso non funzionano. Quelli migliori sono probabilmente quelli che contengono il DEET, ma anche questo si è rivelato insufficiente in molti casi. I migliori, secondo me, sono quelli con percentuali di DEET di almeno il 20%.

Ho provato anche l’olio di Neem, perché avevo sentito che poteva essere efficace. Si tratta di un olio naturale che, ahimè, emana un odore abbastanza sgradevole e che va spalmato sulla pelle. In due uscite sembra aver funzionato, ma poi nella terza ho trovato due simpatiche zecchette che salivano sul mio polpaccio senza alcun fastidio.

Un’altra sostanza che per esperienza posso dire che spesso funziona è la Permetrina, che si trova in insetticidi come il Biokill. La spruzzo sui pantaloni, fino a metà coscia, e poi li lascio ad asciugare all’aria aperta. La metto anche sulle scarpe e sugli scarponi.

Dovrebbe durare circa 2-3 settimane, poi va applicata di nuovo.

Ma attenzione, è una sostanza tossica e non va messa a diretto contatto con la pelle. Inoltre nemmeno questa garantisce protezione totale dalle zecche.

ALTRI TRUCCHI PER EVITARE LE ZECCHE IN MONTAGNA

Quando ho frequentato alcuni corsi di escursionismo e alpinismo ho sentito parlare di altre soluzioni per evitare le zecche.

Una di queste è mettere un giro di nastro adesivo nero sui pantaloni, rivolto all’esterno, vicino alle caviglie e sotto il ginocchio. Sembra funzionare perché salendo la zecca si ritrova incollata o almeno non riesce a passare. Ma è una “tecnica” che non ho usato spesso e che trovo a volte un po’ scomoda e non sempre efficace.

Altri invece mettono un elastico sulla caviglia, sopra il pantalone, di modo che non possano passare sotto, ma ho i miei dubbi che questo funzioni con quelle più piccole. Inoltre non protegge da quelle che si attaccano direttamente più in alto rispetto alla caviglia.

QUANDO ARRIVIAMO ALL’AUTO

I vestiti usati durante l’escursione andrebbero messi all’interno di un sacco, ben chiuso. Dico “andrebbero” perché credo siano pochi coloro che lo fanno (spesso anche il sottoscritto), vuoi perché si è stanchi o per pigrizia. Magari ci si cambia la maglietta e i calzini, ma non sempre i pantaloni e la maglia o la giacca.

Anche le scarpe dovrebbero essere messe nel sacco, perché questi insetti possono restare sulle calzature e magari salire le nostre gambe mentre stiamo guidando. A me è successo più di una volta.

UNA VOLTA A CASA

Una volta rientrati bisogna lavare tutto o almeno mettere la roba all’aperto. Sembra che le zecche odino il sole, anche se questo non fa bene nemmeno ai nostri costosi indumenti tecnici…

Inoltre pare che possano sopravvivere anche ai 30° della lavatrice, ma su questo non ho avuto casi, per quanto mi riguarda.

Altra cosa da fare sempre: controllare attentamente tutto il corpo. É forse l’azione più importante.

Se viviamo con qualcuno è meglio farsi dare una mano, se siamo da soli possiamo usare uno specchio. Può essere utile anche usare la torcia dello smartphone.

Le zecche possono essere in molti punti del corpo. Questo comprende piedi, gambe, zona inguinale, tronco, ascelle, schiena, e anche sulla testa.

ZECCHE IN CASA

Ad un amico è capitato quello che molti temono, una sorta di incubo ad occhi aperti. Dopo un’escursione con il suo cane ha trovato decine di microscopiche zecche in casa. Probabilmente il cane ne trasportava una con le uova…

In questi casi è bene farsi disinfestare la casa da degli esperti. Sarà necessario lasciare l’abitazione per qualche giorno.

COME EVITARE LE ZECCHE IN MONTAGNA

Ricapitoliamo allora, secondo me, quali sono i 6 punti più importanti per proteggersi:

  1. mettere Biokill o insetticida simile con Permetrina su pantaloni e scarpe, mai sulla pelle. In alternativa mettere repellenti contenenti DEET sulla pelle
  2. sui sentieri evitare il più possibile erba alta, cespugli, anche solo ciuffi d’erba alta isolati; non sedersi nell’erba alta. Le zone in ombra, umide, dove scorrono ruscelli e torrenti, dove si trovano pozze d’acqua, possono essere particolarmente soggette a zecche
  3. mentre si cammina o corre, fermarsi regolarmente per spazzolare le gambe con gesti veloci
  4. una volta arrivati all’auto mettere tutti i vestiti (o almeno pantaloni, calzini e scarpe) in un sacco e richiuderlo
  5. una volta a casa lavare subito i vestiti, e mettere fuori il sacco, meglio se al sole. Se non possiamo lavare subito i vestiti, stendiamoli all’aperto
  6. dedicare alcuni minuti per controllare tutto il corpo, meglio se aiutati da un’altra persona

Ripeto che questi sono consigli che mi sento di dare in base alla mia esperienza. Ci possono essere vari modi per proteggersi, ogni escursionista o trail runner può avere i suoi.

Consiglio in ogni caso di sentire sempre anche il parere di un esperto in materia, di un medico o del personale del distretto sanitario, soprattutto quando si tratta di usare sostanze come gli insetticidi.

Gabri

Trail runner e (da poco) ultrarunner. Finto alpinista, vero escursionista. Adoro i tramonti in montagna e riempire lo zaino di troppe cose.