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Recensione Topo Ultraventure 2

Non tutti conoscono le Topo.

Sono nate da un’idea di un certo Tony Post, che consapevole del gran numero di infortuni che affliggono i runner ha voluto cercare una soluzione. Lui stesso era soggetto a innumerevoli stop, dovuti a problemi ai polpacci, alle ginocchia e così via.

Inizia a lavorare in un calzaturificio negli Stati Uniti, e lì impara moltissimo sulle scarpe. La sua strada poi si incrocia con quella di Vibram, ci cui diventerà anche presidente.

Negli anni 2000 si fa strada l’idea che una corsa di tipo più naturale può aiutare a ridurre l’incidenza degli infortuni: nasce il cosiddetto “bare-foot running”, che prevede di usare scarpe meno ammortizzate e con un differenziale tacco punta molto basso, anche a 0, per permettere al piede di appoggiarsi esattamente come fa quando è scalzo.

Sarà proprio la Vibram una delle prime a proporre scarpe di questo tipo: le famose Five Fingers, che però avranno meno successo di quanto sperato.

LA NASCITA DELLA TOPO

Invece di demoralizzarsi per il mancato successo delle Vibram, Tony Post ci riprova, stavolta da solo e avendo alle spalle l’esperienza necessaria. Ha inoltre sperimentato con alcune scarpe e ha visto che i risultati su sé stesso sono arrivati: corre senza avere tanti acciacchi come prima.

Inizia quindi a pensare ad un modello di scarpa che possa coniugare l’appoggio naturale, la sensibilità del piede e un drop molto basso, senza però privare il runner di un po’ di ammortizzazione e di protezione. Realizza quindi delle scarpe con molto spazio per le dita, talloni stabili, e drop attorno ai 4-5 millimetri. E riesce anche a mantenere un peso decisamente minore rispetto ad altri modelli.

E così iniziano ad arrivare i primi risultati. Oggi, nonostante in Italia non sia un brand molto famoso, Topo ha già convinto centinaia di runner e trail runner.

Ecco perché vogliamo parlare delle Topo Ultraventure 2.

topo ultraventure 2

PRIME IMPRESSIONI

Non sono sicuramente belle scarpe, c’è poco da fare. Ricorda un po’ quello che aveva fatto Hoka con i primi modelli: aveva puntato alla qualità e poco al look. Speriamo che, come ha fatto poi Hoka, anche Topo possa migliorare sotto il punto di vista dell’aspetto.

Ultraventure significa lunghe distanze. Ed è per questo che sono state create, per fare le ultra.

Presentano un drop di 5 mm, che soddisfa gran parte dei minimalisti, senza essere eccessivamente basso come avviene ad esempio per brand come Altra.

La semplicità è ciò caratterizza il pensiero di Topo. Nel suo catalogo non ha molte scarpe, ma ce n’è abbastanza per fare di tutto: queste Ultraventure 2 sono una via di mezzo nella linea Topo.

Non sono particolarmente leggere: 315 gr e questo già ci fa capire che forse non sono adatte alla velocità. Ma sembrano ben protette da affrontare percorsi impegnativi.

COMFORT

Il comfort è una delle cose che si nota immediatamente appena indossate: sono un guanto. Il piede si sente perfettamente a suo agio, non slitta e non batte in punta.

Anche sull’ampiezza in punta siamo su una via di mezzo: c’è spazio e le dita sono libere di muoversi, ma non quanto si potrebbe fare con alcune Altra.

Sul tallone è dove si nota che manca un po’ di sostegno, è infatti largo e relativamente flessibile, ben lontano da modelli come le Hoka, dove invece avvolge saldamente. In questo caso abbiamo quindi molta libertà sul piede, ma potrebbe non essere sufficiente ad alcuni runner che cercano più supporto.

Ma la sensazione di sentire il terreno è davvero ottima, in questo è davvero una scarpa che potremmo definire “naturale”. Ma c’è anche molta protezione.

Dicevamo del peso rilevante, ma ai piedi queste Ultraventure 2 sembrano davvero leggerissime, tanto che credevo ci fosse un errore nei dati.

topo ultraventure 2

TOMAIA

Le Topo Ultraventure 2 sono state fatte con un mesh davvero molto morbido, il che aggiunge comfort. É anti-abrasione, ma rispetto alla prima versione è più soft e traspirante.

Il piede è ben fasciato ma alcuni abituati al sostegno laterale di altre scarpe potrebbero trovare questa tomaia troppo “permissiva”, eccessivamente flessibile. Tutti gli altri invece resteranno stupiti dal livello di comfort.

Il puntale è ben protetto da una gomma semirigida.

I lacci passano in asole fatte di tessuto, particolare che le differenzia da altri modelli. In questo modo sembra esserci più tenuta e si evita lo scorrimento dei lacci stessi.

Del tallone abbiamo già detto, per me è troppo largo e sento la necessità di maggior sostegno. Mi pare anche che il tallone si alzi un po’ troppo, ma è anche vero che io porto dei plantari che non facilitano la cosa.

Flessibilità e traspirabilità sono i punti di forza di questa tomaia.

Un particolare curioso e utile: sono presenti dei piccoli attacchi in plastica dura per agganciare le ghette.

SUOLA E GRIP

Ecco finalmente uno degli aspetti più riusciti di questa scarpa, secondo me.

L’aderenza è eccellente. Merito della suola Vibram XS Trek, con i tasselli di 5 millimetri, che è davvero performante e soddisfa tutte le esigenze.

Semplicemente perfetta su rocce, sia asciutte che bagnate, e anche su fango. Anche su fondi compatti non sfigura, ma non è l’ideale portarla su strada e asfalto.

Forse sono anche migliori delle ottime Saucony Peregrine, che abbiamo lodato per la trazione nella loro recensione.

topo ultraventure 2

INTERSUOLA E SENSIBILITÀ

Le Ultraventure 2 sono state realizzate con un’intersuola che ha 2 densità diverse di EVA, una leggermente reattiva nella parte inferiore, vicina al terreno, e un’altra più morbida e comoda sulla parte vicina al piede.

L’intersuola, assieme alla suola, è straordinariamente flessibile per essere una scarpa da trail.

Probabilmente queste Topo sono ideate con l’idea di correre a ritmi non troppo sostenuti, perché la reattività non è delle migliori: privilegiano sensibilità e comfort.

Ad aggiungere un po’ di comodità ci pensa anche la soletta Ortholite dello spessore di 4 mm. In una scarpa con un’intersuola così poco ammortizzata, questo elemento contribuisce non poco a proteggere e a rendere il tutto un po’ più morbido.

Non è presente il rock plate, ma nella maggior parte delle situazioni va bene così. Non andrà bene invece a chi cerca protezione stile Hoka, dove non si sente praticamente quasi nulla di quello che si pesta.

Chi soffre di iperpronazione potrà trovare le Ultraventure troppo poco sostenitive, sia sull’intersuola che per la tomaia. La scarpa infatti, almeno per i miei piedi, sembra cedere un po’ troppo verso l’interno. D’altronde è stata realizzata con l’intento di lasciare il piede il più libero possibile.

topo ultraventure 2

DURATA

Non ho ancora un’idea precisa della durata, ma sembrerebbe essere buona. Sia la suola che la tomaia sembrano poter durare a lungo.

Credo che le Ultraventure 2 possano essere usate un po’ ovunque (eccetto l’asfalto) senza troppo preoccuparsi dell’usura.

CONCLUSIONI

Nonostante l’aspetto non troppo convincente, le Topo Ultraventure 2 mi hanno sorpreso.

Sono sufficientemente ammortizzate per distanze medio-lunghe, su terreni anche tecnici. Donano un comfort fantastico, sono relativamente stabili nonostante il tallone poco avvolgente, proteggono bene pur conservando molta sensibilità col terreno, sembrano molto più leggere quando si indossano e hanno un grip davvero eccezionale.

IL CONFRONTO:

ALTRA TIMP 2TOPO ULTRAVENTURE 2
Più ammortizzatePiù stabili
Più adatte ai puristi dello 0 dropPiù longeve
Più adatte alle ultraPiù grip
Meno protettiveMeno reattive
Meno comodeMeno versatile
Più pesantiTallone meno fermo
VOTO: 7,5VOTO: 8

Gabri

Trail runner e (da poco) ultrarunner. Finto alpinista, vero escursionista. Adoro i tramonti in montagna e riempire lo zaino di troppe cose.