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Recensione Scarpa Spin Ultra

Le Scarpa Spin Ultra hanno un obiettivo molto semplice: prendere le ottime Scarpa Spin RS e adattarle a una ultramaratona di montagna. Se le Spin RS erano leggere, sensibili, veloci, ideali per i terreni tecnici, le Spin Ultra vogliono essere ammortizzate, protettive, comode.

Da subito si apprezza il comfort di questo modello, che riprende il fit fasciante e ben contenitivo delle Spin RS, aggiungendo un’ammortizzazione a prova di grandi distanze.

In confronto ai pesi piuma delle RS, sono scarpe “pesanti” con i loro 280 grammi (misura 42 da uomo). Grammatura comunque irrisoria rispetto a gran parte dei rivali da ultra.

Così come è irrisoria l’ammortizzazione, se confrontata ai cuscini delle Hoka One One. Questa scarpa ha infatti un’altezza poco massimalista di 24 mm al tallone e 18 mm alla punta. Anche il drop di 6 mm è assolutamente nella media.

Siamo quindi di fronte a una scarpa nella media (e quindi in fondo “mediocre”), o c’è di più?

SOCIETÀ CALZATURIERI ASOLANI RIUNITI PEDEMONTANA ANONIMA

Se si parla di SCARPA (la dicitura corretta sarebbe quella tutta in maiuscolo) si parla di quasi un secolo di eccellenza italiana, senza eccessi di campanilismo.

Se infatti il mercato delle scarpe da trail running potrebbe sembrare prevalentemente straniero (Hoka, Salomon, Saucony, Merrell, Brooks, Altra…), anche l’Italia spicca con almeno due realtà: La Sportiva e, appunto, SCARPA.

Non tutti sanno che SCARPA è l’acronimo di Società Calzaturieri Asolani Riuniti Pedemontana Anonima, nata nelle Prealpi Bellunesi il 1938.

Il fondatore è un villeggiante inglese appassionato della zona: Rupert Edward Cecil Guinness. Dotato in ugual misura di mezzi e di amore per le Alpi, decide di dare un’opportunità di sviluppo economico ai suoi luoghi d’adozione.

D’altra parte se lo può permettere: la sua famiglia è nota tanto per aver fondato la fabbrica di birra più famosa al mondo, quanto per aver inventato il Guinnes World Record Book.

Dopo i primi anni pionieristici, Guinnes lascia la proprietà alla famiglia Parisotto, che dagli anni ’50 ad oggi traghettano la SCARPA nell’Olimpo dell’attrezzatura da montagna.

Gli scarponi da sci alpinismo in pelle, la suola monoblocco Saint Moritz, lo snodo posteriore per gli scarponi da sci, il modello Rally per lo sci alpino, lo scarpone d’alta quota Grinta… sono solo alcune delle innovazioni tecnologiche che da questa remota provincia italiana vanno alla conquista delle più alte montagne della terra.

Presto la SCARPA diventa sinonimo di qualità e di tecnologia prestata all’alpinismo. E non è un caso se oggi, seppure ben il 75% della produzione rimanga in Italia, l’80% è destinato all’export.

SCARPA E TRAIL RUNNING

Oggi la Società Calzaturieri Asolani veste alcuni dei più grandi atleti di montagna del pianeta, trail runner inclusi.

Non solo, ha recentemente scelto come proprio brand manager proprio uno dei nomi simbolo di questo sport in espansione: il pluricampione del mondo di corsa in montagna Marco De Gasperi.

Segno che l’azienda punta ora molto anche sulla corsa. Del resto il mercato globale delle scarpe da trail running nel 2018 è stato valutato circa 6 miliardi di dollari, con una previsione di crescita annua del 5,9% almeno fino al 2025.

Una buona notizia tanto per i produttori quanto per noi appassionati. Se l’interesse per questo sport cresce, cresceranno infatti gli sforzi dei brand di riferimento per rimanere competitivi.

I modelli SCARPA vanno quindi tenuti d’occhio nei prossimi anni, per scoprire cosa uscirà da Asolo ora che uno come De Gasperi si occuperà di sviluppare prodotti per quella che chiama la “corsa in natura”.

COMODE DA SUBITO

Non c’è bisogno di “romperle” con un periodo di rodaggio: al primo utilizzo le Scarpa Spin Ultra risultano comode e avvolgenti, con il piede che si sente saldo e sostenuto.

Non sono comunque scarpe per tutti i gusti: chi cerca spazi molto ampi per dita e avampiede deve continuare a bussare alla porta di Altra e Topo. Le Spin Ultra cercano precisione e sensibilità più che l’ariosità dei modelli pensati per la “corsa naturale” (dita che allargandosi contribuiscono alla fase di spinta).

In generale, sono scarpe caratterizzate da una equilibrata ammortizzazione, dall’intersuola alla linguetta.

Per concludere, i lacci fanno il loro lavoro, senza costringerci a sgradevoli soste nel mezzo della gara.

È una scarpa progettata per le ultra, e il primo requisito necessario – il comfort – ha dimostrato di averlo. Vediamo se si possono spuntare anche tutte le altre caselle.

AVVOLGENTI E PROTETTIVE

La tomaia delle Scarpa Spin Ultra è in tessuto a rete traspirante, in parte rivestito di strati termosaldati di poliuretano, che la rendono più resistente e fanno scivolare via i detriti.

Il puntale è protetto da uno strato di poliuretano più spesso, che ci difende efficacemente da pietre e rami. Questo, insieme all’ottima ammortizzazione, fa delle Spin Ultra delle scarpe da discesa a cuor leggero.

Il contrafforte tallonare è morbido, avvolge senza infastidire e mantiene ben salda la caviglia.

Rispetto alle Spin RS il supporto è decisamente aumentato, così come la capacità di fasciare e proteggere il piede. Inevitabilmente sono diminuite sensibilità e precisione, fattori che però non sono fondamentali nelle lunghe distanze.

IL CALZINO INTERNO

Una delle caratteristiche più sbandierate in questo e altri modelli Scarpa è la calzata, che utilizza la tecnologia Sock-Fit. Ormai sono molti i marchi rivali ad essersi accodati, ma l’idea originale è proprio del brand di Asolo.

In pratica, indossare le Scarpa è come mettersi dei calzini su misura attaccati a una scarpa: comfort stellare e zero rischi di vesciche.

Questa tecnologia è nata dalla collaborazione della ditta veneta con il compianto Ueli Steck.

Alpinista e atleta eclettico, Steck è prematuramente scomparso in un crepaccio himalayano nel 2017. Stava preparando una scalata in velocità senza ossigeno: la mai tentata traversata Everest-Lhotse.

Embassador della Scarpa, fu proprio Ueli Steck a suggerire lo sviluppo di una tecnologia di scarpe che “calzassero come calzini”. Sono così nati gli Scarpa Rebel Ultra GTX, scarponi che videro il debutto del sistema Sock-Fit ora adattato anche ai modelli da trail running.

scarpa spin ultra suola

SUOLA IN VIBRAM MEGAGRIP A PROVA DI TRAIL

A vederla non fa una grande impressione. Coni suoi tasselli relativamente radi e poco profondi, la suola delle Scarpa Spin Ultra potrebbe far pensare a frequenti scivolate su terreni appena poco solidi.

Niente di più sbagliato. Il grip è davvero a prova di fango e rocce scivolose, e quei tasselli trapezoidali che paiono sparsi a caso hanno una disposizione strategica, e si sente.

La mescola del battistrada è in Vibram Megagrip, che sfrutta la tecnologia LiteBase per limare grammi (la suola pesa così il 25% in meno), senza però compromettere le performance.

Centrato anche il difficile obiettivo di equilibrare grip e durata. Questa suola infatti resiste più che dignitosamente al passare dei km, e onora l’Ultra nel suo nome.

REATTIVITÀ O AMMORTIZZAZIONE?

L’intersuola è in EVA (etilene vinil acetato) a doppia densità. A contatto con il piede l’EVA è più denso e reattivo, mentre vicino al battistrada è più ammortizzante e spugnoso.

Nel complesso la Scarpa Spin Ultra non dà la sensazione di ammortizzazione assorbi-energia di altri modelli da ultra, e permette sprint improvvisi senza troppo sforzo.

La scarpa non è dotata di rockplate (piastra semirigida che protegge l’avampiede in altri modelli), ma non se ne sente la mancanza. L’intersuola fa un buon lavoro nell’isolarci dalle asperità del terreno.

Sotto al tallone e sotto le dita troviamo poi due ulteriori pad di EVA, cuscinetti che rendono ancora più tranquille le nostre discese, anche dopo decine e decine di km.

Ma quando si parla di intersuola inevitabilmente bisogna valutare se il modello abbia raggiunto l’equilibrio perfetto tra reattività e ammortizzazione, velocità e protezione. Diciamolo subito: questo perfetto equilibrio è una chimera, è la proverbiale combo botte piena/moglie ubriaca.

Tutte le scarpe si sbilanciano da una parte o dall’altra, e le Scarpa Spin Ultra non fanno eccezione.

Di fatto, per quanto non siano “morte”, non sono le scarpe adatte per chi vuole andare molto veloce su tratti tecnici.

Per questo c’è bisogno di scarpe meno spugnose e pesanti, e quindi non di un modello da ultra.

LUNGA VITA ALLE SCARPA SPIN ULTRA?

La suola fa il suo (sporco) lavoro nel resistere per centinaia di chilometri agli abusi del terreno. Da questo punto di vista le Spin Ultra ci garantiscono un grip di 6-800 km senza problemi.

Diverso è invece il discorso per la tomaia. Già dopo 100 km ho riscontrato delle rotture nei pressi delle ultime asole, ai lati della linguetta.

Qui la tomaia si è aperta abbastanza presto, anche se non ha poi avuto segni di usura ulteriore continuando a usare la scarpa.

Stesso dicasi per il mesh nella parte anteriore, dove si fonde con la protezione in plastica del puntale.

Qui ho rilevato segni di usura abbastanza precoci, che mi facevano temere dei buchi di areazione indesiderati.

In realtà anche in questo caso la situazione non è degenerata, e la scarpa risulta vissuta ma non certo da rottamare.

UN’ALTERNATIVA PER LE ULTRA

Le Scarpa Spin Ultra non sono scarpe tuttofare, e lo dichiarano onestamente dal nome.

Comfort, peso e ammortizzazione elevata – ma non esagerata – le rendono adatte a gare lunghe e allenamenti in cui l’obiettivo non è battere il record personale di velocità.

Faranno la gioia degli ultramaratoneti che trovano le Hoka troppo “marshmellowse” e goffe, e le Salomon S/Lab Ultra troppo severe o scivolose.

In generale, sono scarpe ottime per chiunque non abbia la velocità e la precisione come priorità, amanti del trekking compresi.

IL CONFRONTO

SALOMON S/LAB ULTRA 2SCARPA SPIN ULTRA
Protezione e performanceProtezione e comfort a discapito della performance
Comfort limitato: scarpe da gara più che da allenamentoGrip tuttofare
Più leggere e velociScarpe da rotazione e allenamenti frequenti
Più sensibiliPiù ammortizzate
Molto costoseDurature
VOTO: 9VOTO: 8

Michele

"Foto, escursioni, corsa: tutte scuse per andare in montagna".