Al momento stai visualizzando Recensione Salomon Wings Sky: il ritorno di un mito delle Sky Race

Recensione Salomon Wings Sky: il ritorno di un mito delle Sky Race

È il 2009 e una giovane promessa della corsa in montagna, un certo Kilian Jornet, manda in frantumi il record della Olla de Nùria, sky race catalana che apre la Golden Trail World Series. 21.5km, 3.880 m di dislivello da lui completati in 02:14:56, record tuttora imbattuto. Ai suoi piedi, le Salomon Wings Sky.

Gli anni sono passati, Kilian è diventato la prima vera icona mondiale del trail running e le Salomon Wings Sky… sono scomparse. Almeno fino ad ora. La casa francese aveva infatti deciso di pensionare quel modello iconico, che veniva al massimo citato in versioni più casual.

L’attesa è finita: le Wings Sky oggi ritornano, aggiornate al trail running del presente e pronte a sgomitare con l’ormai agguerrita concorrenza.

Il proposito è chiaro: proporre una scarpa agile, che dia sostegno, protezione e grip in gare di breve-media lunghezza su terreni molto tecnici. Ma questa ali possono competere con i loro più giovani eredi?

SALOMON WINGS SKY: LA PROVA SUL CAMPO

CARATTERISTICHE TECNICHE

Partiamo con la carta di identità di questa scarpa risorta dalle ceneri:

  • Il drop è di 8mm, una misura che oggi dobbiamo definire medio-alta. Questo permette di apprezzarla a una vasta gamma di atleti, non necessariamente di elite, che nelle fasi avanzate della gara tendono anche ad atterrare di tallone.
  • Il peso è di 310g: non un peso piuma, ma è normale per una scarpa che fa della protezione e del sostegno i suoi obiettivi principali.
  • 16.5mm sul puntale, 24.5mm sul tallone: queste sono le altezze dal suolo delle Salomon Wings Sky. Non siamo certo di fronte a un cuscino in stile Hoka, e la stabilità e l’aderenza al terreno sono le priorità di queste scarpe che puntano più alla sicurezza che alla velocità.
  • La struttura. Già a prima vista, con i suoi inserti in plastica, la tomaia pare fatta per fasciare e proteggere il piede, che rimarrà solidamente in sede anche su traversi e discese ripide.
  • Quicklace: amato/odiato, il sistema di allacciatura più discusso della storia del trail running non poteva mancare in un modello così iconico.
  • Suola: aggressiva come non mai, con tasselli bidirezionali profondi 4.5mm efficaci tanto sul morbido quanto sulla roccia. Il Contagrip TA usato come mescola è il top di gamma di casa Salomon in quanto a grip e durata.

TOMAIA

Molto interessante l’approccio della Salomon alla tomaia delle Wings Sky: un matrimonio tra corazza e piuma.

A saltare all’occhio sono gli innesti in plastica in forma di ala (le Wings del nome) e che vanno dalla parte centrale della suola – dove non troviamo tasselli – al mesopiede. Queste plastiche grigie sono rigide, e impediscono alla scarpa di avere gioco in fase di torsione.

Il risultato è una stabilità molto apprezzabile da parte di chi affronta terreni tecnici irregolari. Troviamo in oltre il classico sistema Sensifit, che vede altri inserti in plastica più flessibile che vanno dall’intersuola agli occhielli dei lacci, fasciando il piede e dando struttura.

Se però analizziamo la parte di tomaia che non è protetta da questi inserti, scopriamo del mesh in rete morbidissima, così come una linguetta minimalista in design Sensifit (una sorta di calzino interno in neoprene).

Questa leggerezza permette alla scarpa di essere molto flessibile in punta, notizia gradita per tutti i verticalisti. Inoltre garantisce la traspirabilità necessaria per le gare estive.

I lacci, come si è già detto, sono i classici Quicklace della Salomon, con la tasca per riporre la clip nella parte inferiore della linguetta.

Il tentativo – riuscito – è di proporre una scarpa che dia la protezione di modelli più pesanti e rigidi, ma allo stesso tempo garantisca l’agilità e la reattività necessarie nelle gare più brevi.

INTERSUOLA

Le Salomon Wings Sky non vogliono essere morbide scarpe da ultra, ma scattanti gazzelle da gara in montagna, su terreni anche misti.

La schiuma in EVA dell’intersuola è quindi piuttosto ferma, protettiva più che soffice. Se ci aggiungiamo le rock plates, piastre protettive sull’avampiede, ci troviamo di fronte a un modello in grado di accompagnarci anche su discese impegnative senza troppi pensieri.

I 24.5mm di schiuma sotto il tallone potrebbero anche convincere qualche atleta preparato e leggero (massimo 60 kg) a tentare di correre un’ultra con queste scarpe, la cui comodità ci invita alla corsa.

Per tutti gli altri rimarranno scarpe da mezza maratona o da maratona su sentieri di montagna, in cui la solidità dell’intersuola incoraggia al passo veloce e preciso.

SUOLA

La suola in mescola Contagrip TA garantisce un’aderenza estrema, anche grazie al design dei tasselli.

Di fatto troviamo due zone differenti sul battistrada: l’avampiede e il tallone. Sull’avampiede i tasselli sono posizionati in modo da fare presa in salita. La suola qui è molto flessibile, come è necessario in una vertical.

Sul tallone cambiano colore e disposizione dei tasselli, che sono invertiti per permettere di frenare in discesa. Troviamo anche una serie di scanalature orizzontali sull’estremità del tacco, come freno d’emergenza.

Come si è detto, la parte centrale è priva di tasselli, ed è rigida, ferma. Nessuna possibilità di torsione per questi solidi carrarmati da montagna, che ricordano le X Ultra 4.

CONCLUSIONI

Le Salomon Wings Sky ritornano aggiornandosi, ma mantenendo inalterata la loro filosofia.

Il loro terreno d’elezione è un sentiero di montagna tecnico, con traversi, salite e discese ripide, ghiaioni e tratti di fango o neve.

Su questo tipo di sentiero con le Wings Sky possiamo correre rapidi e sicuri, senza preoccuparci di appoggiare male il piede o di mantenere una tecnica perfetta. Questo grazie ad un’ammortizzazione ferma, alla mancanza di torsione laterale e al drop generoso di 8mm.

Le piastre sull’avampiede permettono l’appoggio su qualsiasi tipo di roccia, rendendo così le discese più veloci e agili. Il fit fasciante e affidabile ci assiste su tutti i passaggi in cui è richiesta precisione chirurgica, come da tradizione Salomon.

Sono scarpe sprecate su corse molto lunghe e tranquille, in cui vogliamo puntare invece su più ammortizzazione, anche a discapito della sensibilità.

Una sky race breve ma molto intensa come la Olla de Nùria rimane il banco di prova ideale per mettere queste Ali ai piedi. Non ci trasformeremo in Kilian, ma di certo ci divertiremo e non dovremo temere i passaggi più aerei e instabili.