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Recensione Salomon Sense Pro 4: agilità, grip e sensibilità

Proprio in questi giorni sta girando la notizia che Kilian Jornet ha intenzione di lasciare Salomon, brand con il quale il mitico trail runner è da circa 18 anni.

Un po’ uno shock per molti, perché quando pensi a Kilian non pensi solo all’umile, introversa, tenace persona che è, ma anche a Salomon stessa. Diciamo che era diventato quasi un tutt’uno con l’azienda, anche se non è mai stato particolarmente amante del marketing o dei social media per sponsorizzarla.

Penso a Kilian perché proprio ora sto provando le Salomon Sense Pro 4, che per le loro caratteristiche ben si addicono all’atleta spagnolo, che ricordiamo essere, probabilmente, il più grande trail runner di sempre.

Saranno buone queste scarpe?

Vediamo.

PRIME IMPRESSIONI

Innanzitutto bisogna precisare che vengono a volte chiamate Salomon Sense 4 Pro, invertendo la posizione di quel 4. Eh vabbè, ormai con Salomon siamo abituati a non capirci molto con i vari nomi… l’importante è che le scarpe siano buone.

E queste Sense Pro 4 sono interessanti.

Salomon le descrive come scarpe per atleti professionisti. E in effetti danno subito l’idea di essere progettate per la performance e la velocità. A partire dal loro peso: solo 270 grammi sulla mia bilancia (porto il numero 44).

Inoltre si nota subito che la suola è particolarmente flessibile, e che non sono troppo strutturate. Il tutto fa pensare che siano proprio adatte per giri veloci e particolarmente intensi.

TOMAIA & COMFORT

Gran bel lavoro, a mio avviso, quello fatto da Salomon in questa tomaia. La scarpa si calza come un guanto e la sensazione all’interno è di comfort vero. Questo nonostante la tomaia sia realizzata in un unico strato di rete, che a prima vista potrebbe sembrare ruvido, ma che una volta provato è davvero piacevole.

Non è in Gore-Tex, ma ha delle proprietà idrorepellenti che testerò non appena ne avrò l’occasione (ultimamente ho è piovuto molto dalle mie parti).

É presente il sistema Sensifit, quasi onnipresente nel catalogo Salomon, che non è altro che una sorta di struttura interna ideata per avvolgere meglio il piede. La ritengo sempre buona.

C’è ovviamente il solito Quicklace, che non ho mai amato particolarmente. Ma se nelle Salomon Ultra Glide (trovi la nostra recensione qui) bastava aggiustarlo un po’ per avere comunque un buon compromesso, in queste Sense Pro non riesco a trovare una configurazione ideale, lo sento sempre un po’ troppo stretto o troppo largo.

Ma questo è dovuto anche ai plantari che porto, altri potrebbero non risentire di questo problema.

In queste scarpe la taschina che accoglie il cursore di plastica e i lacci ha l’apertura dall’alto anziché dal basso. Nel mio caso non cambia molto, visto che comunque non sento molta differenza.

salomon sense pro 4

Ma fin qui niente di tragico.

Quello che invece ho trovato davvero frustrante è che il tallone si alza eccessivamente quando sono in salita, su tratti ripidi. Questo è dovuto al fatto che attorno alla caviglia la scarpa è molto bassa e flessibile. Questo non permette al piede di essere ben avvolto e di tenere il tallone ancorato alla scarpa, quindi si solleva.

Ma devo dire che questo vale soprattutto per quelli come me che, come dicevo, usano plantari e quindi hanno sempre il piede leggermente più rialzato rispetto a chi non li porta, partendo così in posizione già svantaggiata. Credo che alla maggior parte dei runner non dia grossi fastidi, anche se avrei visto bene qualche millimetro in più in altezza, soprattutto sui lati.

Inoltre, come dicevo, questa parte è davvero flessibile e quindi non riesce a sostenere il piede. Lo lascia piuttosto libero. Può anche essere un pregio.

Ecco perché credo sia una scarpa perfetta per chi ama questo tipo di sensazione e non ha bisogno di particolari caratteristiche che aiutino il piede.

La protezione generale del piede mi è sembrata buona, niente a che vedere con altre scarpe ben più strutturate. Facendo il confronto con le Sense Ride 3, scarpe più “lente”, ma simili sotto diversi aspetti, trovo che le Ride offrano decisamente più protezione.

Ma le Sense Pro 4 ne hanno comunque in misura sufficiente per essere usate ovunque. Tenete conto però che sotto il piede si sente molto, come dirò più sotto.

SUOLA & GRIP

Le Salomon Sense Pro 4 montano una suola chiamata All Terrain Contagrip, molto simile a quella usata nelle Sense Ride, che va davvero bene, ma con tasselli leggermente più pronunciati, di 5 mm.

Finora non ho avuto modo di provarle sul fango vero, ma le ho testate su sentieri coperti di foglie, tratti rocciosi, sterrati e anche alcuni pezzi di asfalto. Mi pare eccellente.

salomon sense pro 4

Danno il meglio con rocce asciutte, anche perché la suola è flessibile e va ad adattarsi alla forma del terreno, come si vede dalla foto qui sotto, rendendo l’appoggio più preciso.

salomon sense pro 4

Ma conoscendo altri modelli simili di Salomon posso dire che anche usarle quando piove è un piacere, perché il tipo di mescola tiene bene anche in questo caso.

INTERSUOLA & SENSIBILITÀ

Devo dire che mi aspettavo molto meno comfort sotto il piede. Le Salomon Sense Pro 4 sono scarpe poco ammortizzate, come del resto è indicato anche nel sito di Salomon, ma riescono a dare una rullata piacevole, anche quando si corre su sterrati e tratti di asfalto in discesa.

Ho provato anche a calcare un po’ di più col tallone in discesa e a fare falcate più lunghe, ma la sensazione è rimasta ottima. Tanto che mi sono anche fermato un paio di volte a guardare di nuovo la scarpa per vedere se davvero si trattava di un modello poco ammortizzato!

In quest’intersuola è presente l’Optivibe, tecnologia già vista anche nelle Sense Ride, che secondo Salomon smorza le vibrazioni causate dall’impatto del piede con il fondo. Non so dire quanto questo sia vero, ma resta il fatto che sono molto comode.

salomon sense pro 4

La sensibilità è molto alta per una scarpa da trail: si sente benissimo il terreno sottostante, ma ovviamente si avvertono anche i sassi. Non è presente un vero rockplate, ma c’è la pellicola Profeel, che un po’ smorza i punti più taglienti.

Non vi piaceranno se siete amanti della “sensazione Hoka”, dove tutto è completamente o quasi insensibile. Ma le adorerete se invece vi piace avere un’esperienza più naturale di contatto con il terreno.

Quest’ottima sensibilità, dopo qualche minuto su sentieri tecnici, ci porta ad avvertire un piacere nuovo (almeno per me che da un pezzo non provavo scarpe così sensibili).

Le Salomon Sense Pro 4 hanno un differenziale tacco-punta di 4 millimetri. Unito al fatto che hanno uno stack di 25 millimetri, relativamente basso, ci portano ad atterrare più facilmente di mesopiede.

Si sente subito, non appena le si indossa.

E questo migliora il passo, il ritmo e la falcata, che diventa snella e rapida. Nel mio caso ultimamente corro spesso con le Hoka Mafate Speed 3, sempre di 4 mm di drop ma con il classico altissimo “canotto” delle Hoka sotto il tacco, quindi la differenza è subito evidente.

DURATA

Mi sembra che la durata sia molto buona, nella media di questo tipo di scarpe. Con le mie Salomon Sense Ride 3, che ora hanno almeno 500km, devo dire che la suola e il resto della scarpa resistono davvero bene.

Credo sarà lo stesso anche per le Sense Pro.

CONCLUSIONI SULLE SALOMON SENSE PRO 4

Nonostante i difetti e il fatto che forse non è la scarpa ideale per me, che cerco più sostegno sul tallone e modelli meno flessibili, mi sono davvero divertito a correre con le Salomon Sense Pro 4.

L’Optvibe e l’ammortizzazione sembrano funzionare assieme alla grande, con un risultato inaspettato per questa categoria. L’aderenza è ottima e la sensibilità col terreno è un piacere in quasi tutte le situazioni.