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Recensione Salomon Predict Hike Mid GTX: gli scarponi ibridi del futuro

Le Salomon Predict Hike Mid GTX seguono (o guidano?) il recente trend degli scarponi ibridi moderni. Sono leggere, ammortizzate, versatili. Si adattano tanto a un aperitivo invernale in città quanto a una notte in bivacco nelle Dolomiti, hanno la comodità di ciabatte e la tenuta di uno stivale.

Il caso ha voluto che io le abbia testate in un contesto decisamente estremo: ecco com’è andata.

SALOMON PREDICT HIKE MID GTX: LA PROVA SUL CAMPO

Quando ho deciso di andare a fare foto nel nord della Norvegia nel cuore dell’inverno ho chiaramente dovuto fare molta attenzione alla mia attrezzatura. Il giorno della partenza si avvicinava e piano piano riuscivo a mettere insieme tutto quello che mi serviva, dalla maglia termica ai guanti in Gore-Tex… ma mancavano le scarpe.

Ho degli ottimi scarponi invernali della Scarpa, ma pesano come due cubi di ghisa e da soli richiedono un trolley a parte. Non un’ottima scelta per un viaggio che speravo il più leggero possibile.

Mi servivano delle scarpe che reggessero la neve, che avessero il grip necessario a non farmi volare su qualche tratto ghiacciato e che fossero abbastanza comode da camminarci tutto il giorno. Avevo infatti deciso di tagliare sul peso portandone un unico paio: un azzardo insolito per me.

La scelta è ricaduta all’ultimo sulle Salomon Predict Hike Mid GTX, che avevo provato brevemente sui sentieri di casa. Non le conoscevo molto bene, ma le prime prove mi avevano dato buone sensazioni, e ho scommesso su di loro. Scommessa vinta.

Le Predict Hike Mid GTX in una nevicata a Henningsvaer, nelle isole Lofoten (Norvegia)

LA TOMAIA

Il mio viaggio mi ha portato dai -17° di Oslo alle raffiche di vento polare di Tromsø, dalle spiagge gelate di Andøya alle notti delle Lofoten, spese all’aperto con il naso all’insù e i piedi nella neve, in attesa dell’aurora boreale.

Ho camminato con le Salomon Predict Hike Mid GTX su ogni tipo di terreno, dalle rocce scivolose e coperte di ghiaccio alle strade coperte di neve sciolta, e mi sono fatto un’idea molto precisa dei loro pregi e dei loro difetti.

Partiamo dalla tomaia. Il materiale utilizzato è il poliestere MCL, morbido al tatto e confortevole durante la camminata. Per quanto riguarda la traspirabilità, affrontando temperature molto basse non ho avuto certo problemi di sudore, ma posso dire che la scarpa pare respirare a dovere.

Certo, non è un modello pensato per i caldi giorni estivi, anche perchè il Gore-Tex garantisce calore e impermeabilità in cambio dell’ariosità tipica dei tessuti di rete più leggeri.

Va sottolineato che per creare questa tomaia impermeabile non sono stati utilizzati PFC nocivi per l’ambiente, e i materiali sono stati ottenuti da prodotti riciclati (bottiglie in PET o scarti vari…).

Sul puntale rialzato troviamo una protezione in gomma semirigida per le dita dei piedi, mentre tallone e zona mediale sono protetti da sovrapposizioni di tessuto sintetico resistente.

La linguetta è ben imbottita, così come il contrafforte tallonare, e nel complesso la scarpa è di una comodità estrema già dalla prima prova.

Ho provato un leggero fastidio alla caviglia a causa del collarino a media altezza (da qui il “Mid” nel nome del modello), anche perchè sono abituato alle scarpe da trail running più basse. Il fastidio è però scomparso al secondo giorno di viaggio.

L’INTERSUOLA

La caratteristica principale di questi Salomon Predict Hike Mid GTX è decisamente l’intersuola Energy Surge. Basta prendere in mano la scarpa per rendersi conto dell’effetto di questa schiuma leggera e reattiva posta tra piede e battistrada.

La sensazione durante la camminata è di un cuscino morbido ma propulsivo, un po’ come succede con le Hoka One One (altro marchio francese impegnato sul fronte degli scarponi ibridi di nuova generazione).

A differenza dei modelli da alpinismo o escursionismo classici, le Predict Hike mantengono la loro flessibilità e si adattano alle asperità del terreno preservando la mobilità del piede. Ottime notizie per chi come me le utilizza tutto il giorno, e non solo per qualche ora.

Grazie a questa intersuola il piede a fine giornata non era mai stanco o anchilosato, e non provavo quel familiare desiderio di togliere le scarpe per riposarmi, come mi succede con gli scarponi da montagna.

Pur non essendoci un rock plate (piastra protettiva sotto la pianta del piede), questa intersuola ci protegge dalle rocce appuntite grazie alla sua spugnosità, e non ci fa rimpiangere scarpe più strutturate.

La morbida intersuola delle Predict Hike Mid GTX

SUOLA

A prima vista questa suola Contagrip MA mi lasciava perplesso, perchè mi sembrava poco aggressiva e inadatta ai terreni scivolosi norvegesi. Mi sbagliavo: è un altro elemento della scarpa che pare dimesso e quasi “da sneaker”, ma che in realtà nasconde una tecnologia da montagna.

I tasselli non sono molto profondi, ma questo rende le Predict Hike Mid GTX estremamente versatili. Abbastanza scanalata per funzionare sulla neve dura delle Lofoten, questa suola era anche abbastanza informale da non infastidire sull’asfalto bagnato di Oslo.

L’aderenza in salita e discesa si è rivelata ottima, e l’unica perplessità riguarda la durata. Trattandosi di una mescola relativamente morbida potrebbe non reggere oltre i 6-700 km, come qualsiasi scarpa da trail running. Ma questo sarebbe da verificare dopo un anno di test, e comunque è un compromesso inevitabile.

I tasselli della suola Contagrip MA

I DIFETTI

Siamo onesti: i prodotti perfetti non esistono. Il mercato delle scarpe da montagna è in continua evoluzione, perchè ogni scarpa è e sarà sempre migliorabile. La mia prova norvegese mi ha portato a familiarizzare al meglio con queste mie compagne di strada, e qualche difetto l’ho trovato.

Partiamo dai lacci. Poco elastici e impermeabili, questi lacci fanno fatica a rimanere annodati. Basta allacciarle e osservare il nodo: c’è sempre troppa “aria”, non è mai compatto. E questo si traduce in frequenti soste per riaggiustarlo.

Anche gli occhielli più alti (di fatto dei gancetti sporgenti dove incastrare i lacci) mi hanno dato qualche problema. Si faceva una certa fatica a farci passare i lacci e in più di un’occasione sono andati a incastrarsi nei lacci dell’altra scarpa (quando allacciavo la scarpa più in basso).

L’occhiello calzascarpe sul tallone è posizionato troppo in basso (perchè la parte più in alto è flessibile e morbida, e probabilmente non permetteva inserti). Questo rende un po’ scomodo il suo utilizzo.

Nei momenti di freddo intenso (parlo di quasi -20°) le Predict Hike smettevano di isolare il piede, e sentivo il bisogno di un doppio calzino. Ma quanti di noi affrontano per ore queste temperature? In questo caso ero io a chiedere troppo a degli scarponcini ibridi che non sono certo pensati per l’alpinismo himalayano.

E… tutto qui.

Davvero non ha altre critiche da fare a queste scarpe che mi hanno salvato i piedi durante il mio tour de force nel Grande Nord: niente vesciche, niente piedi bagnati, niente scivolate. E le ho trascinate giorno e notte nel Circolo Polare Artico a fine dicembre, quindi avrebbero avuto tutto il diritto di fallire.

CONCLUSIONI

Da anni ho rinunciato agli scarponi tradizionali, perchè troppo pesanti, eccessivamente protettivi e scomodi. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma se così tanta gente è passata alle scarpe basse un motivo c’è.

Le Salomon Predict Hike Mid GTX sono una buon ragione per tornare ad apprezzare i modelli (medio) alti. Comode, ammortizzate, belle, affidabili, ti danno tutto quello che può dare uno scarpone, con il comfort di una scarpa da trail running.

A mio avviso il mondo delle scarpe ibride da montagna deve andare e andrà in questa direzione. La versatilità e la capacità di accompagnarci ovunque senza farci ricordare che sono lì sono i pregi principali di questo scarponcino peso-piuma, che mi ha permesso di attraversare asciutto le tempeste di neve di Svolvær e dintorni.

Michele

"Foto, escursioni, corsa: tutte scuse per andare in montagna".