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Recensione Hoka One One Torrent

La francese Hoka One One nel 2018 ha dato l’assalto anche alla fetta di pubblico impermeabile al suo fascino “cuscinoso” e massimalista. Lo ha fatto con le Hoka Torrent.

Non più un modello solo per ultramaratoneti di montagna o atleti pesanti, ma finalmente qualcosa di più leggero e veloce.Una rivoluzione per chi ha dato al proprio brand il nome completo di Hoka One One, che in Maori significa “volare sopra la terra”.

Ed è esattamente così che ci si sente di solito con una Hoka ai piedi: le asperità del terreno scompaiono, e pare di volare, soprattutto in discesa. Ma non con queste Torrent, che nascono che si rivolgono anche ad altri runner.

Prima di scendere nei dettagli della recensione, facciamo un breve excursus sulla Hoka, che servirà a capire in quale cornice (di grande successo), si collochi questa strana dinastia Torrent.

LA RIVOLUZIONE HOKA: CORRERE SULLE NUVOLE

Nel 2009 il campione di ultramaratona Nicolas Mermoud lascia la Salomon per una sua sfida personale. Voleva inventare delle scarpe da trail per limare secondi (possibilmente minuti) in discesa, soprattutto nelle gare più lunghe.

Al suo fianco in questa impresa gli ex colleghi e atleti Jean-Luc Diard, Christophe Aubonnet e Sebastian Mazars. Con loro Mermoud fonda la Hoka e inizia a nuotare (o correre) controcorrente. In che senso?

Quelli sono gli anni di “Born to run”, libro che lancia il trend della corsa minimalista. Schiere di appassionati sognano di trasformarsi nei tarahumara protagonisti del libro, runner naturali con sandali quasi inesistenti ai piedi.

Il libro non fa mistero della sua tesi: ridurre ammortizzazione e spessore dell’intersuola non può che fare bene ai corridori. Si tornerebbe così a uno stile di corsa naturale, che previene infortuni, rafforza i muscoli e permette di correre più a lungo.

Runner e scienziati non sono certo unanimi nel sostenere questa tesi, ma nonostante questo il fascino un po’ hippy della corsa naturale attecchisce presto.

Indifferenti alla moda che impazza, i francesi presentarono il loro primo prototipo, che si guadagnò l’inclemente appellativo di scarpa da clown. Malgrado questa accoglienza, i padri della Hoka continuarono sulla loro strada, rassicurati dai risultati dei test.

La loro idea era così semplice da sembrare assurda. Prendi una normale scarpa da trail running e aumenta a dismisura il cuscinetto ammortizzante dell’intersuola, tra piede e battistrada. Otterrai due risultati: una scarpa che pare uscita da un fumetto di Topolino, e diversi record di discesa infranti.

Alla faccia della tendenza del piede nudo. Le Hoka sono sfacciatamente massimaliste, ingombranti, morbide e permettono di affrontare in sicurezza e velocità anche le discese più accidentate.

In breve tempo questa alternativa così radicale al minimalismo prende piede, e in America si diffonde nel mondo degli ultratrail. Si consolida l’identità unica e inconfondibile del marchio, che rimarrà per anni fedele a se stesso… fino alle Torrent.

Hoka one one torrent

HOKE ONE ONE TORRENT: PRIME IMPRESSIONI

Per gli standard Hoka, le Torrent sono leggere (circa 260 grammi), poco ammortizzate e sensibili. Adatte quindi anche a gare anche brevi e tecniche.

Alla prima prova danno una sensazione di leggerezza che va anche oltre al peso effettivo, e la possibilità di sentire le asperità del terreno sarà una novità per i classici clienti Hoka.

Ottime per l’estate, queste scarpe respirano come una stanza con tutte le finestre aperte, e si asciugano in pochi minuti una volta finiti con i piedi in acqua.

Ma bisogna capire sul campo se i francesi siano riusciti a creare un prodotto che davvero offra il meglio dei due mondi: la “cuscinosità” Hoka con l’agilità delle scarpe più minimali.

UN MIX DI COMFORT E SCARSA PRECISIONE

Ampio spazio per le dita, anche quando i chilometri iniziano a fare gonfiare i piedi, traspirabilità ottimale e adeguata ammortizzazione di linguetta e conchiglia tallonare. Ma le Torrent hanno anche dei difetti, e non pochi.

In discesa, dove ogni Hoka dovrebbe dare il massimo, non ci si sente mai troppo sicuri. Il piede tende infatti a “ballare” un po’ troppo. Un peccato per delle scarpe che si propongono di essere precise e agili, a differenza dei classici modelli della casa francese.

Per questo direi che ci troviamo di fronte a un modello adatto a terreni non troppo impegnativi, mentre sul tecnico sono abbastanza inaffidabili, sia per resistenza che per capacità di avvolgere il piede.

Brilleranno quindi su sterrati o sentieri semplici, accontentando senza dubbio i trail runner alle prime armi o meno esigenti, ad esempio per degli allenamenti moderati.

Va detto che il tallone è invece piuttosto solido, e “siede” un po’ più profondamente nelle Torrent rispetto ad altre Hoka.

LA TOMAIA C’É MA NON SI SENTE

La tomaia è così leggera (e traspirante) da pagare dazio per quanto riguarda supporto e protezione.

Non c’è niente di più gradevole di una corsa con le Torrent su un sentiero collinare in una calda giornata d’estate. Ma il discorso cambia completamente se si passa a un trail aggressivo, con fango, rocce appuntite, radici scivolose.

In questo caso la scarpa ci sottopone al rischio di urti spiacevoli, e si dimostra imprecisa e troppo indifesa.

Certo, la punta è ricoperta di uno strato di poliuretano sottile che ne circonda il perimetro sopra l’intersuola, dove troviamo il logo della Hoka.

Ma basta vederla per capire che non si tratta di una barriera sufficiente contro urti violenti, e non dà l’idea di poter reggere il confronto con le rocce di una sky race.

Malgrado la lunghezza eccessiva, i lacci invece non infastidiscono anche quando sono stretti con forza, anche se la linguetta è davvero minimale.

Nel complesso, se cerchi leggerezza, fermati pure. Se cerchi protezione, sostegno, precisione, accelera e passa avanti.

Hoka one one torrent

UNA SUOLA AGGRESSIVA

La suola delle Hoka Torrent ha un design aggressivo con tasselli quadrati di 5mm sul tallone e un battistrada inclinato e angolare sull’avampiede. La trazione quindi è buona, e garantendo discreta trazione sia in discesa che in salita.

L’entusiasmo è frenato da quanto già detto: un fit davvero ballerino compromette la tenuta generale della scarpa.

REATTIVITÀ E (RELATIVA) SENSIBILITÀ

Quando si parla di Hoka si parla soprattutto di un’intersuola dall’ammortizzazione fuori standard, ma non è il caso delle Torrent. Qui lo scopo era equilibrare sensibilità ed effetto cuscinetto, centrando quel bilanciamento perfetto che tutti vorremmo in una tuttofare da trail.

Per farlo è stata usata un’intersuola PROFLY in EVA (materia plastica flessibile) a doppia densità. Questo significa che è più ammortizzata sotto il tallone e più reattiva sotto l’avampiede. L’intento è quindi di dare il massimo in discesa e in salita.

Visto che la leggerezza è una priorità di questo modello, non troviamo la piastra protettiva anteriore (rock plate) di altre scarpe da trail. Ma vista la vocazione delle Torrent (terreno facile), non se ne sente il bisogno.

Arriviamo alle misure. Le scarpe sono alte 23 mm al tallone e 18 in punta, misure di tutto rispetto, ma praticamente delle gomme a terra paragonate alle solite Hoka.

Questo tipo di intersuola ci fa propendere per un appoggio di mesopiede e avampiede, quindi più per uno stile da “corsa naturale”. A differenza di altre Hoka, dove l’appoggio di tallone è, se non incoraggiato, quanto meno tollerato, visto il cuscino che non ci fa sentire l’urto con il suolo.

Ci troviamo quindi di fronte a delle Hoka propulsive, sprintose, che a tutti i trail runner abituati alle Speedgoat parrà quasi un modello barefoot. Per tutti gli altri, lo slittamento eccessivo e una tomaia fin troppo aerea toglieranno il piacere della discesa.

UNA SUOLA LONGEVA E UNA TOMAIA DI CRISTALLO

Se si esclude la sottile striscia di poliuretano sul puntale, le Torrent sono davvero poco resistenti e bisogna stare attenti a rami e rocce aguzze. Difficilmente il mesh resisterà agli strapazzi dei trail più ruvidi.

La suola invece si comporta bene ed ha vita lunga. In generale è la componente meglio riuscita di questa scarpa. Offre infatti una trazione ottimale su quasi tutti i terreni e non si consuma facilmente.

Anche la longevità va messa nel contesto elettivo di queste scarpe: bella stagione, sentieri medio-facili, terreno asciutto. Con queste premesse, le Torrent avranno un ciclo di vita assolutamente normale.

HOKE ONE ONE TORRENT: CONCLUSIONI

L’intento era chiaro: creare l’anello di congiunzione tra massimalismo e minimalismo. O se non altro moderare il massimalismo delle solite Speedgoat o Mafate con caratteristiche da scarpa agile e tecnica.

Ma l’obiettivo non è stato centrato: le Hoka One One Torrent rimangono scarpe in cerca di identità. Sì, per gli standard Hoka sono veloci, leggere, reattive. Alla fine sul trail deluderanno sia chi vuole cuscini sotto i piedi sia chi vuole pesi piuma precisi e scattanti come delle Salomon da gara.

Per le gare più lunghe e impegnative i runner continueranno a scegliere altri modelli Hoka. Per gare tecniche e brevi le preferite continueranno ad essere scarpe meno ingombranti e più precise.

La loro comodità, soprattutto nei climi caldi, l’intersuola ben bilanciata e il design azzeccato le rendono comunque una discreta opzione per gli allenamenti facili. E magari anche per dei trekking.

Un progetto “né carne né pesce”, del quale la Hoka ha però fatto tesoro, facendo un salto di qualità con le successive Torrent 2, uscite nel 2021. Di solito i sequel sono peggio dell’originale, ma si sa che alla Hoka piace correre controcorrente.


Michele

"Foto, escursioni, corsa: tutte scuse per andare in montagna".